Metodo Maria Rosa Fimmanò e Legge di Attrazione

La Legge di Attrazione è un principio che sta alla base dell'Universo, una legge universale che agisce su tutto quanto c'è nell'Universo, su ogni cosa fisica e non fisica e che, come una calamita, veicola oggetti, fatti e persone nella nostra vita.

Questa legge energetica dice che attiriamo nelle nostre vite ciò a cui prestiamo attenzione; attiriamo a noi tutto ciò che ci aspettiamo, che pensiamo, che desideriamo.

Questa legge era nota sin dall'antichità a diverse discipline spirituali e oggi ce ne parlano i fisici di meccanica quantistica.

E' interessante avere ben chiara questa Legge perché sta alla base di tutto ciò che vediamo manifestarsi nel nostro mondo fisico, di tutto ciò che entra nella nostra esperienza.

Essere consapevoli di questo ci permette di comprendere ancora una volta di essere gli unici creatori della nostra esistenza fisica, gli unici responsabili.

Conoscere questa legge ci permette di vivere una vita in modo consapevole.

Proviamo a pensarci: ci sono mattine in cui ci svegliamo con un senso di infelicità e poi nell'arco della giornata le cose vanno di male in peggio; sino ad arrivare a sera in cui ci diciamo "Oggi non avrei dovuto alzarmi dal letto". Viceversa, quando ci svegliamo felici e contenti, tutto durante la giornata fluisce per il meglio.

Come funziona la Legge di Attrazione

Vediamo la Legge di Attrazione in azione quando ci accorgiamo che chi parla per lo più di malattie è malato, chi parla per lo più di ricchezze è ricco, chi parla di povertà è povero.

Poiché la Legge di Attrazione risponde sempre ai pensieri, è appropriato dire che ciascuno crea la sua realtà.

La Legge di Attrazione risponde ai pensieri (e alla sensazione che ne consegue) che stiamo facendo. Nel momento in cui pensiamo ad una certa cosa di fatto la stiamo invitando nella nostra esistenza.
Per cui, quando vediamo qualcosa che ci piace e diciamo "Mi piacerebbe averla", stiamo invitando quella cosa nella nostra esistenza attraverso l'attenzione che gli diamo. Quando vediamo qualcosa che non ci piace e diciamo "No, non lo voglio!" attraverso la nostra attenzione lo stiamo comunque invitando nella nostra esistenza.

Chi si trova a vivere esperienze non volute spesso tende a dirsi che di certo non è stato lui a volerle o crearle ma, se da una parte sappiamo che intenzionalmente non voleva creare quella situazione, d'altra parte però solo lui ha potuto crearle.

Qualsiasi cosa nel nostro mondo fisico è fatto di entità quantistiche che reagiscono in maniera determinante ai nostri pensieri, alle nostre emozioni, alla nostra volontà.
(Ad esempio, i risultati degli esperimenti condotti da Masaru Emoto dimostrano che i cristalli dell'acqua modificano la propria struttura in relazione dei messaggi che ricevono. L'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi simili a quelli della neve, l'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia.)

Mancanza attira mancanza. Prosperità attira prosperità.

Per esempio: Siamo soli, non abbiamo un compagno/a.

Se noi recriminiamo sulle relazioni ormai finite è mancanza.

Se diamo la colpa del nostro dolore agli altri perché si sono dimenticati di chiederci come stiamo o di invitarci ad uscire, è mancanza.

Pensare che non ce la possiamo fare e che c'è in noi qualcosa di sbagliato è mancanza.

Le regole della Legge di Attrazione

Per poter cambiare questo stato di cose il punto da cui partire è domandarsi se vogliamo veramente cambiare la nostra vita, se vogliamo essere felici.

Se la risposta è no, ciò che si può fare è prenderne atto e accettare che al momento attuale ci si trova in questa posizione.

Accettare sé stessi e il punto di partenza.

Questo punto è importante perché le regole della Legge di Attrazione non sono basate principalmente sul potere della mente come spesso si crede. Il ruolo dei pensieri è dovuto al fatto che un pensiero può far scaturire una emozione. Il vero ruolo nella Legge di Attrazione ce l'hanno gli stati d'animo, l'umore, le vibrazioni, le frequenze. Gli atteggiamenti di non accettazione, di rabbia, di paura, di giudizio, allontanano gli effetti desiderati della Legge di Attrazione e avvicinano quelli indesiderati.

Il secondo passo è sostituire i vecchi atteggiamenti mentali con quelli nuovi.

L'oggetto dei nostri pensieri coscienti non sempre corrisponde a quello su cui siamo inconsapevolmente concentrati.

Pensare positivo quindi, non basta.

Può capitare che si creda di avere ben chiari in mente desideri e obbiettivi ma questi non si realizzano.

Il fatto è che le nostre convinzioni reali sulla vita si sono formate in un passato talmente lontano da essere ormai completamente al di fuori della nostra consapevolezza, sepolte in profondità nei nostri pensieri inconsci.

Ecco una storiella che in realtà è un esperimento fatto tanti anni fa - nel 1967 - dal Dr. Stephenson docente presso l'Università di Stoccarda.

( Stephenson, G. R. (1967) Cultural acquisition of a specific learned response among rhesus monkeys. In: Starek, D., Schneider, R., and Kuhn, H. J. (eds.), Progress in Primatology, Stuttgart )

L'ESPERIMENTO DELLE SCIMMIE: PRIMA PARTE

In questo esperimento cinque scimmie vennero collocate in una gabbia, con al centro una scala che permetteva di raggiungere delle banane.

Come ovvio, non appena entrate una scimmia si recava subito sulla scala ma causava un effetto indesiderato : come si arrampicava in alto, non solo il ricercatore la spruzzava con un getto di acqua gelato ma anche le altre quattro scimmie venivano investite dal getto freddissimo.

Quando un'altra scimmia provava a salire la scala, il ricercatore la respingeva di nuovo con l'acqua gelata e nel mentre innaffiava anche le altre 4 scimmie.

In pochissimo tempo le scimmie imparavano che se qualcuna provava ad avvicinarsi alle banane, tutte venivano bagnate. Quindi, non appena una scimmia faceva per avvicinarsi alla scala, le altre 4 la bloccavano in malo modo.

Alla fine tutte e cinque le scimmie impararono: "Non avvicinarti alla scala per prendere le banane"

ESPERIMENTO: SECONDA PARTE

Nella seconda parte dell'esperimento, vennero rimossi gli "annaffiatoi", ma le scimmie continuarono a non andare verso la scala, quindi non seppero mai che il rischio di bagnarsi era scomparso.

ESPERIMENTO: TERZA PARTE

Nella terza parte dell'esperimento, Stephenson sostituì una scimmia della gabbia con una nuova che non aveva fatto parte dell'esperimento. Questa scimmia si recava verso la scala per prendere le banane e subito le altre correvano per fermarla.

Più la nuova scimmia provava ad avvicinarsi alla scala, più le altre quattro diventavano brutali, finché anche lei smetteva di provarci.

Stephenson allora sostituì un'altra scimmia, che si recò anch'essa verso la scala. Questa ultima scimmia veniva stoppata con forza non solo dalle tre scimmie originali, ma anche dalla penultima arrivata che fino a poco prima sembrava così entusiasta di salire la scala e che non aveva mai sperimentato il getto dell'acqua fredda.

Un passaggio dopo l'altro, una lezione dopo l'altra, tutte le scimmie originali furono sostituite con nuove scimmie. Queste non sapevano neppure cosa fosse una doccia fredda ma non si azzardavano a salire la scala per arrivare alle banane.

Le abitudini e gli schemi mentali vengono trasmessi all'interno della famiglia, di gruppi, della società.

Dopo un certo periodo di tempo le persone acquisiscono le consuetudini senza conoscere le cause che le hanno originate.

Molti di noi sono inconsapevoli vittime delle loro ferite (vedi "Metodo Maria Rosa Fimmanò e 5 Ferite ").

Ognuno di noi può aver acquisito molti atteggiamenti mentali di cui non è consapevole.

L'epoca che stiamo vivendo, ad esempio, vede una collettività che tende a generare uno stato d'animo di tristezza, di depressione e d'insicurezza, che avvolge gli individui generando un circolo vizioso.

In tali momenti siamo invitati a recuperare la lucidità interiore per vedere ciò che realmente conta nelle nostre esistenze.

Come muovere i nostri passi:

Il primo passo da fare è riconoscere che siamo gli unici responsabili della nostra esistenza.

(E questo mi sembra fantastico. Io non vorrei che la mia esistenza dipendesse da qualcun altro!).

Il secondo passo è riconoscere l'importanza dei nostri pensieri (pensiero positivo) e soprattutto delle emozioni che provocano. Quando cambiamo il modo di osservare le cose le cose che osserviamo cambiano.

Il terzo passaggio è comprendere quali sono le nostre convinzioni limitanti che ci possono arrivare dalle esperienze vissute nella nostra famiglia di origine, dalla società in cui viviamo, dalle generazioni precedenti, e poi risolverle. Questa è la parte più impegnativa in quanto il più delle volte siamo totalmente inconsapevoli delle convinzioni che limitano il nostro agire.

Il Metodo Maria Rosa Fimmanò è un ottimo strumento di facilitazione.

Si tratta di una tecnica che stimola e supporta lo sviluppo umano.

Il Metodo M.R. Fimmanò ci permette di sapere che cosa è meglio per noi stessi; è un allenamento per orientarci al positivo.

Non è uno sforzo mentale ma uno stato che possiamo raggiungere attraverso semplici esercizi guidati.

E' la capacità di cambiare il proprio stato interno orientandoci a trovare soluzioni e a vivere nella gioia anziché nella sofferenza.

Questo si ottiene alimentando il proprio stato interno con nuove opzioni positive liberandoci dalle limitazioni imposte dalle paure e dalle esperienze negative vissute in passato.

Attraverso il Kinergy®, il Metodo M.R. Fimmanò si applica all'interno di gruppi di utenti di qualsiasi fascia di età.

Liberarsi dalle cattive abitudini che influenzano la nostra vita non è difficile.

Richiede semplicemente un po' di tempo, di responsabilità, di costanza e i risultati non tardano a venire.

Gli incontri periodici con il Kinergy® sulla Legge di Attrazione hanno il compito di iniziare a far comprendere che la Legge di Attrazione può farci ottenere ciò che desideriamo.

Partecipando agli incontri si inizia a muovere l'energia verso il permettere la realizzazione dei propri desideri.