Non puoi nascondere le tue emozioni. Il corpo le svela

Natural Style - nr. 129 mensile - mar. 2014 - di Antonella Fiori

Il nostro volto, il nostro corpo, il nostro organismo sono indissolubilmente legati alla nostra psiche.

Ma sappiamo leggere i segnali che ci inviano?

Cosa significa dire che la rabbia accende il viso, l'invidia infuoca le tempie, l'ansia stringe il petto, il panico immobilizza gli arti e la paura fa tremare le ginocchia?

Una volta si pensava che tutto questo nascesse dal cuote.

Oggi sappiamo che è il cervello a far risuonare una data regione del nostro corpo e che noi ne prendiamo coscienza in un secondo momento, affermando di sentire questo e quello.

Come spiega il neuroscienziato Edoardo Boncinelli, "il cervello cosciente, cioé la corteccia cerebrale, distingue e filtra le emozioni, ma queste si sono mosse da parti profonde del nostro cervello e sono rimbalzate alla corteccia passando per il corpo".

Più semplicemente, se la psiche è turbata da qualche circostanza esterna, questo si riflette sul fisico.

LE CINQUE FERITE EMOZIONALI

Virna Tagliaro, counselor integrale olistico, a questo proposito ha elaborato un metodo che parte dall'analisi delle "ferite emozionali" che si riflettono sul nostro organismo.

"Si tratta" spiega, "di esperienze che, sin da piccoli, ci creano una sofferenza particolare, che lascia un imprinting, una "registrazione", sul nostro corpo e sul nostro volto.

L'essere umano subisce queste ferite da quando viene concepito fino ai primi anni di vita, e spesso queste ferite si tramandano dalle generazioni precedenti".

Le ferite emozionali sono riassumibili in cinque danno: ingiustizia, tradimento, umiliazione, rifiuto e abbandono.

Spalle strette o larghe, corpo grasso o magro, dolori al fegato o allo stomaco, problemi di postura sarebbero quindi segnali che tracciano la nostra mappa emozionale.

Eccone i dettagli, secondo Virna Tagliaro.

L'INGIUSTIZIA

Una persona che vive una ferita di ingiustizia, per esempio, tenderà ad avere le spalle ed il corpo rigidi, perché si tratta di un danno che si esprime in un portamento molto teso. Per quel che riguarda l'interno, l'organo bersaglio sarà il fegato. Esteriormente piuttosto equilibrata, una persona che ha subito una ferita di questo tipo è sempre gentile e atenta a tutto, ma in realtà sarà portata ad accumulare molta rabbia senza esprimerla. Come si dice: si mangerà il fegato.

Vedremo questa persona darsi molto da fare per gli altri, impegnarsi per aiutare i più deboli. Mentre dal punto di vista professionale corrispondono a questo profilo i leader: ottimo datori di lavoro e grandissimi lavoratori, che vivono il divertimento come una perdita di tempo.

IL TRADIMENTO

Se alla base della ferita di ingiustizia c'è la rabbia repressa, diverso è il modo di esternare il proprio danno in chi vive una ferita da tradimento.
La differenza è che mentre che subito una ferita di ingiustizia macina questa rabbia dentro, che vive il tradimento la manifesta e la riversa addosso agli altri.

In pratica stiamo parlando del tipico personaggio che fa la scenata alla napoletana. I suoi problemi di salute non riguardano fegato o stomaco ma pittosto il torace. Come figura ha il petto all'infuori, la vita stretta, le spalle importanti e ha problemi alla vescica biliare ed all'intestino crasso.

L'UMILIAZIONE

Si cova rabbia quando si subiosce una ferita da umiliazione. La persona, in questo caso, è come se ripetesse di continuo: "io non valgo, mi va tutto male, ma tanto la mia vita è sempre così".

In pratica se sente sempre in colpa, "da meno", e cerca di prendere il suo posto nel mondo attraverso il volume che occupa. L'aspetto esterno sarà goffo, impaciato, in sovrappeso, metre dal punto di vista professionale sarà un grande lavoratore, che accetta anche gli sgarbi e non si fa rispettare. L'accumulo di rabbia lo sfoga mangiando. E' quello che "manda giù tutto" e ha problemi di reni, milza e pancreas.

IL RIFIUTO

Molto diversa, rispetto alla gestione della rabbia, è la persona che vive una ferita da rifiuto e abbandono. Ha sempre un corpo magrissimo, da anoressica  o senza armonia.

Non si sente amata e non riesce ad amare. Gli organi bersaglio sono quelli sessuali, anche perché la persona non ama il contatto fisico.

Si tratta di qualcuno che si chiede: cosa ci faccio a questo mondo? Dal punto di vista professionale lo vediamo molto dedito a lavorare sodo, il tipico topo da biblioteca, che spera che nessuno si accorga di lui.

E' una ferita molto lesiva, capita per esempio nei casi in cui la mamma si accorge di essere incinta in un momento in cui non vuole avere figli.

Questo è qualcosa che passa al bambino, che sin da prima di nascere non si sente accettato.

L'ABBANDONO

Se chi vive una ferita di rifiuto preferisce la solitudine, chi invece ha vissuto l'abbandono non riesce mai a stare completamente solo. E' una persona che nella vita, se fa qualcosa, la fa sempre in mezzo agli altri. Al contrario del topo da biblioteca, sarà molto brava nelle pubbliche relazioni, Dal punto di vista somatico, a farne le spese è soprattutto la colonna vertebrale: le spalle sono cadenti, la schiena sempre incurvata, glutei e seno sono flaccidi. Attenzione anche alle pieghe laterali della bocca che tendono all'ingiù.