PROGETTO: "Il VIAGGIO dell'EROE"

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“Il VIAGGIO dell’EROE”

 

Archetipi e Inconscio Collettivo

 

Jung definì Archetipi gli elementi strutturali dell'inconscio sostenendo che essi corrispondono a elementi strutturali collettivi dell'anima umana.

L'archetipo è una immagine interiore che agisce attivamente sulla psiche umana operando una progressiva evoluzione della personalità esattamente come le strutture biologiche promuovono il metabolismo e lo sviluppo fisico.

 

La Vita come Impresa Eroica

Ecco quindi che dalla nascita alla morte, dall'infanzia alla vecchiaia, dall'adolescenza alla maturità, ogni aspetto della nostra vita può essere portato alla consapevolezza, esplorato, vissuto e realizzato grazie al supporto della Teoria degli Archetipi.

Questa Teoria si basa sull'assunto che la coscienza di ogni essere umano contenga una pluralità indeterminata di "immagini primordiali" atemporali, collettive e immutabili, chiamate Archetipi che lo collegano alla storia dell'universo, del pianeta e dell'umanità.

Gli Archetipi principali sono almeno dodici e nella successione dei loro stadi, rappresentano ciascuno precisi passaggi nel processo evolutivo della nostra esistenza e li ritroviamo nei miti, nelle leggende, nelle fiabe, nei sogni, nelle visioni e nelle espressioni religiose e artistiche di tutti i popoli della terra, dalla Grecia antica all'Egitto, dall'India alla Cina e al Giappone, dall'Africa all'Oceania.

Il concetto che sta alla base della Teoria degli Archetipi è che la nostra vita può essere considerata in ogni suo aspetto alla stregua di una Impresa Eroica (La ricerca del Graal, la ricerca del vello d’oro) che va affrontata e vissuta con fiducia (Innocente), autonomia (Orfano), coraggio (Guerriero), amore (Angelo Custode), entusiasmo (Amante), determinazione (Cercatore), consapevolezza (Saggio), gioia (Folle), etc.

Gli Archetipi sono i depositari di questi poteri e corrispondono a precise tappe evolutive della nostra personale esistenza, che è poi il nostro Viaggio nella Vita.

Secondo Joseph Campbell il Viaggio dell’Eroe è caratterizzato da tre tappe: la partenza, il viaggio, il ritorno.

 

Partenza - Preparativi per il Viaggio (L'IO)
Infanzia/Adolescenza/Giovinezza

1.     INNOCENTE

2.     ORFANO

3.     GUERRIERO

4.     ANGELO CUSTODE

 

Il Viaggio (LO SPIRITO)
Età Adulta

5.     AMANTE

6.     CERCATORE

7.     DISTRUTTORE

8.     CREATORE

 

Il Ritorno (IL SE')
Maturità/Vecchiaia

9. SOVRANO

10. MAGO

11. SAGGIO

12. FOLLE

 

L'IO può essere considerato il "contenitore" della nostra vita, la struttura che media la nostra relazione con il mondo, la maschera sociale, il senso di spazio e tempo, di proprietà, di legge, di ordine razionale e concreto, la percezione dei confini e delle regole di convivenza.

Padre e Madre forgiano l'Io e le regole all'interno della casa e della famiglia di origine, più tardi lo Stato e la Religione forgeranno il Super-Io e le regole sociali e morali a cui attenersi.

Come non si può abitare in una casa pericolante, senza un Io sano, solido e strutturato non può esserci un adeguato sviluppo psicologico e spirituale.

Il periodo che va dalla nascita alla fine della adolescenza vede la attivazione dei seguenti Archetipi:

l'Innocente, da 0 a 7 anni, la cui funzione è sostenere con fiducia e ottimismo,

l'Orfano, da 7 a 14 anni, il cui compito è insegnare l'autonomia e il senso pratico,

il Guerriero, dai 14 ai 21 anni, che ci dona la forza e il coraggio e infine

l'Angelo Custode, dai 21 ai 28 anni, che ci aiuta a sviluppare empatia e comprensione e a diventare un buon genitore.

Ma accade talvolta, soprattutto nei primi anni di vita, quando siamo più fragili, malleabili e ricettivi, che pesanti condizionamenti e aspettative esagerate ed irrealistiche (eco fattori negativi)  influiscano sulle nostre percezioni alterando la nostra capacità di rappresentarci correttamente all'interno della nostra realtà fisica e psichica.

Costretti a subire delusioni, abbandoni e tradimenti, cediamo poco alla volta alla tentazione di chiuderci in noi stessi senza essere pienamente consapevoli che anche il dolore (Sacrificio dell'Innocente) è spesso un passaggio necessario per la nostra evoluzione.

Ecco allora che:

l'Innocente di fronte al Drago/Problema si spaventa e per difendersi, nega, fugge, piange e si dispera (perde il suo ottimismo e fiducia)

l'Orfano in seguito si chiude, rinuncia, fa la vittima e diventa cinico,

il Guerriero poi diventa vendicativo, violento e irascibile,

l'Angelo Custode, nel disperato tentativo di tenere insieme i pezzi dell'Io sofferente, imprigiona se stesso e gli altri in una rete di deresponsabilizzanti co-dipendenze.

Alcuni di noi hanno forse perduto l'innocenza di fronte alle delusioni, agli abbandoni, alle ferite e ai tradimenti, di fronte alla sofferenza abbiamo talvolta ceduto alla tentazione di chiuderci nel nostro guscio senza essere pienamente consapevoli che anche il dolore (Sacrificio) è un passaggio necessario per la nostra evoluzione.

Se l'Innocente ci insegna la fiducia, è infatti l'Orfano che ci da l'opportunità di integrare l'autonomia e il discernimento.

Unirsi alle cose e alle persone amate dà grande gioia e riempie di entusiasmo, ma anche le grandi delusioni della vita ci fanno crescere e maturare.

Quale storia potremmo raccontare se Cappuccetto Rosso di fronte alle prime difficoltà fosse tornata indietro di corsa e non fosse più uscita di casa?

Quanti di noi invece di affrontare e risolvere i problemi, i conflitti, le paure, (I Draghi) preferiscono rifugiarsi in un mondo illusorio e rinunciare poco per volta ai propri sogni?

E invece la bellezza dell’essere adulti è sentire il proprio potere di realizzazione nella vita pratica e concreta (il Sovrano), è avere fede in Dio e sapere che possiamo realizzare tutti i nostri sogni (il Mago), è avere fatto esperienza della vita, essere passati attraverso mille pericoli e avere fatto mille esperienze e avere tratto importanti insegnamenti (il Saggio).

E’ bello soprattutto scoprirsi adulti ma non cinici, maturi ma non rassegnati, con doveri e responsabilità magari pesanti, con scelte difficili da fare talvolta, ma pur sempre gioiosi e capaci cogliere la bellezza di ogni attimo che passa (Il Folle).

 

I PREPARATIVI PER IL VIAGGIO - L’IO

Ogni volta che dobbiamo partire per un viaggio, in effetti, ognuno di noi dedica un certo tempo alla preparazione della valigia.

Di solito nella valigia ci sono indumenti intimi, accessori per la cura e l'igiene del corpo, abiti, oggetti o documenti che ci serviranno nel corso del viaggio o una volta arrivati a destinazione.

Anche il primo periodo della vita serve per acquisire strumenti e conoscenze che si riveleranno utili nel corso della vita.

Nella prima fase del viaggio la nostra coscienza deve innanzitutto strutturarsi per imparare a vivere nella realtà in cui si trova e a questo scopo sono richiesti fiducia in se stessi (INNOCENTE), autonomia e senso pratico (ORFANO), coraggio e intraprendenza (GUERRIERO) , rispetto nei confronti del prossimo e di se stessi (ANGELO CUSTODE).

Il periodo che va dalla nascita alla fine della adolescenza vede la attivazione degli archetipi dell’Innocente, dell’Orfano, del Guerriero e dell’Angelo Custode.

E' in questo periodo che si va creando l'Ombra, ossia il contenitore, il ripostiglio, la cantina oscura dove riponiamo tutte quelle parti della nostra psiche che non risultano adeguate all'Io ideale che cerchiamo di rappresentare.

L'Innocente nega, l'Orfano rinuncia, il Guerriero razionalizza e separa, l'Angelo Custode si sacrifica.

E' nel Viaggio che dovremo fare i conti con tutte le parti che abbiamo rimosso nell'inconscio e che si ripresenteranno sotto forma di mostri e demoni.

E di fronte a questi mostri che molti rinunciano al Viaggio, tornano in casa, sprangano la porta e si chiudono per sempre al Mistero della Vita.

Dopo aver fatto la valigia, bisogna partire, questo è il superamento dell'IO, una volta cresciuti bisogna lasciare la casa dei genitori e imboccare il sentiero nel bosco.

 

IL VIAGGIO (LO SPIRITO)

Lo Spirito è quella parte dell'essere umano che è immortale ed eterna e lo spinge verso la crescita e l' evoluzione.

Lo Spirito è il contatto con tutto ciò che si trova al di là della nostra identità, al di là del finestrino del treno o dell'aereo su cui stiamo viaggiando, è il potenziale psichico della specie umana, è ciò che esiste al di là del tempo e dello spazio.

E' il "Mondo fuori dalla valigia", è il movimento del Viaggio vero e proprio, l'incontro fatale con lo sconosciuto che cambierà il nostro destino, è la magia e il mistero dell'imprevisto, dell'inatteso, dell'inspiegabile.

Quando sentiamo il desiderio di conoscere il senso della nostra vita, quando aneliamo ad una unione con il creato, quando consideriamo la nostra mortalità, allora siamo mossi dallo Spirito.

Nella fase del Viaggio vero e proprio dobbiamo in effetti partire alla scoperta del senso della vita, dobbiamo staccarci dal conosciuto ed esplorare il mistero nei suoi vari aspetti: la pienezza e il vuoto, l'amore e la morte, l'estasi e il tormento, l'identità e la frantumazione.

Lo Spirito si manifesta acutamente soprattutto nelle fasi di passaggio della vita, dall'infanzia alla adolescenza, all'età adulta, alla maturità e alla vecchiaia, nell'esperienza della maternità-paternità, della nascita e della morte, della malattia e della convalescenza.

Sono momenti delicati, in cui una identità è caduta, ma ancora non ne è subentrata un'altra.

E' il sostare sulla soglia, in attesa di varcarla e iniziare una nuova fase della vita.

Iniziazione è proprio il termine che viene riferito a quelle esperienze che hanno lo scopo di liberare l'individuo dalla realtà comunemente accettata per collegarsi alla dimensione spirituale.

La coscienza egoica desidera la vita, la sicurezza, il successo, la ricchezza, l'amore: per l'IO ogni cosa deve avere un senso, deve seguire una logica razionale prevedibile e riproducibile.

L'etica del viaggio esige che mettiamo da parte ogni richiesta di scientificità ed entriamo in contatto con l'essenza della vita che è Mistero Insondabile.

E' certamente un bene avere una casa e una famiglia, un lavoro sicuro e la previdenza sociale, ma ciò che ci rende vivi e autentici è il Viaggio attraverso i Misteri centrali della vita.

E' l'esperienza della vita in tutte le sue manifestazioni, positive o negative, che alla fine forgia il carattere e ci rende profondamente autentici, umili e capaci di amare.

E' grazie al disorientamento e alla frantumazione dell'IO che iniziamo a cercare il senso delle cose ad un livello più profondo: le strategie e le razionalizzazioni dell'IO sono inadeguate a comprendere la vita al livello dello Spirito.

Il Linguaggio dello Spirito appartiene all'emisfero destro del cervello, è paradossale, simbolico, metaforico.

Le informazioni non provengono più dall'esterno, dalla società e dagli altri, ma dall'interno del nostro essere.

L'esperienza iniziatica richiede un mutamento di prospettiva: occorre imparare a vedere e sentire in modo nuovo.

Cercatore, Amante, Distruttore e Creatore ci accompagnano attraverso una nuova dimensione.

 

IL RITORNO (IL SE’)

L'ultima fase del viaggio della vita è la scoperta del proprio vero Sè, il raggiungimento della meta, del risultato, del senso reale della propria identità.

Alla fine del Viaggio, siamo tornati a casa, ci guardiamo indietro e sappiamo chi siamo, abbiamo acquisito l'esperienza necessaria per accompagnare e guidare altri.

Il Sè è espressione di completezza, approdo finale del processo di individuazione.

Ci siamo smarriti e ritrovati, abbiamo perso coincidenze ma abbiamo trovato nuovi mezzi di trasporto, abbiamo incontrato molte persone, buone o cattive, abbiamo superato momenti difficili e abbiamo gioito di panorami sorprendenti: abbiamo sperimentato i vari livelli della nostra coscienza e tutti i pezzi della nostra psiche si sono ricomposti in unità.

Qui sono la maturità e l'esperienza acquisite durante il viaggio che forniscono l'aiuto necessario per riconoscere ed esercitare nel mondo il potere materiale e spirituale senza essere contaminati dall'ego.

Sovrano, Mago, Saggio e Folle ci portano alla vera libertà e alla gioia di vivere.

L'ingresso nella dimensione del Regno ci fa uscire dallo schema della vita intesa come lotta per la sopravvivenza e ci fa entrare nella mentalità dell'abbondanza.

Divenuti Re e Regine del nostro Regno, nella misura in cui siamo fedeli al nostro Sè interiore, le zone di deserto della nostra vita tornano a fiorire.

 


Da ricordare:

L’eroe al nostro interno è essenzialmente addormentato. Il nostro compito è di risvegliarlo.

Il modo naturale di attivare il potenziale interiore è di illuminarlo con la luce della coscienza.

Quando cominciamo a vedere che abbiamo un Eroe al nostro interno, l’Eroe, del tutto naturalmente, si sveglia. Così funziona per gli archetipi: quando li portiamo a coscienza essi si risvegliano per arricchire la nostra vita.

Purtroppo, a causa dell’affannoso modo di vivere e della nostra lontananza dai processi naturali, molti di noi non si svegliano “quando il sole batte alle finestra” e quindi c’è bisogno di una sveglia.

Questo percorso è la sveglia.

Molte volte, quando sentiamo di stare male, è perché non riusciamo a uscire dall’espressione in forma negativa di un archetipo (l’ombra) Ad es: per l’Innocente l’ombra è il “negare” che impedisce di riconoscere ciò che sta realmente accadendo – mettere la testa sotto la sabbia.

Per ritrovare la nostra forza dobbiamo semplicemente scoprire quale archetipo ci ha posseduto e quindi rifiutarci di subirlo. Possiamo fare questo solo se onoriamo l’archetipo esprimendolo in qualche modo. Ciò che ci serve è procedere ed esprimere il suo aspetto più positivo.

Quando impariamo a integrare l’aspetto positivo dell’archetipo al nostro interno, il “drago” che è dentro si trasforma in alleato.

Nel caso dell’Innocente ad es., se reagiamo al “negare” applicando l’aspetto positivo di questo archetipo, e cioè guardiamo ciò che accade credendo nella vita, con fede e speranza, ecco che stiamo meglio.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

Joseph Campbell, "L'Eroe dai mille volti"

Carol Pearson, "Risvegliare l'eroe dentro di noi", Astrolabio 1990